Rating ESG

Migliorare il rating ESG dell’organizzazione, qualificarsi presso i committenti e accedere a condizioni di credito più favorevoli.

Cosa

Un rating ESG è un giudizio sintetico, espresso con un punteggio, una lettera o una medaglia, che un soggetto terzo attribuisce a un’organizzazione sulla base delle sue prestazioni ambientali, sociali e di governance. Il rating è richiesto dai committenti che qualificano i fornitori, dagli istituti di credito e dagli investitori istituzionali, che devono valutare la solvibilità di un’azienda o la solidità di un progetto imprenditoriale, ed è calcolato da piattaforme diverse, come EcoVadis, Open-es, Synesgy e Integrity Next, oltre ai grandi provider del mondo finanziario, ciascuna con una metodologia e un questionario propri. Dal 2 luglio 2026 chi emette rating ESG nell’Unione è soggetto al regolamento (UE) 2024/3005, che ne disciplina trasparenza, governance e conflitti di interesse.

Perché

Il miglioramento del rating ESG risponde a precisi obiettivi di competitività:

  • Qualificarsi presso i grandi committenti, nei cui sistemi di vendor rating il punteggio costituisce una soglia di ammissione all’albo fornitori;
  • Accedere a tender e gare d’appalto che premiano le aziende con performance ESG pubblicamente documentate, anche attraverso il bilancio di sostenibilità;
  • Fruire del credito agevolato, poiché i KPI di sostenibilità entrano nell’istruttoria, sia come oggetto di valutazione funzionale all’erogazione creditizia, che come asset valorizzabili per la qualificazione dei prodotti di finanza sostenibile;
  • Ridurre i tempi di compilazione dei questionari ESG, sistematizzando la raccolta documentale;
  • Individuare le aree di miglioramento a maggiore impatto sul punteggio, in base ai pesi che ciascuna metodologia attribuisce ai criteri.

Come

Il percorso muove dalla ricognizione delle istanze di rating ricevute dall’organizzazione, considerando le diverse piattaforme e strumenti metodologici in base a cui avviene la valutazione. Segue l’analisi del profilo attuale dell’azienda, e l’identificazione dei principali gap sui quali concentrarsi, sia con interventi documentali, come ad esempio la formalizzazione di politiche e procedure, che con misure operative, come le attività di formazione, monitoraggio e rendicontazione.

L’organizzazione definisce quindi un cruscotto interno che integra, per le singole azioni previste, gli indicatori richiesti dalle diverse metodologie di rating, con identificate le funzioni responsabili e le frequenze di aggiornamento del controllo interno, in modo che un’unica raccolta dati alimenti più questionari. Quando l’organizzazione è a sua volta committente, lo stesso impianto si applica ai fornitori, dove l’utilizzo di sistemi di rating customizzati può essere funzionale alla due diligence di filiera.

Focus

Il regolamento (UE) 2024/3005 sui rating ESG, applicabile dal 2 luglio 2026

Il regolamento (UE) 2024/3005 sulla trasparenza e sull’integrità delle attività di rating ESG si applica dal 2 luglio 2026. I fornitori di rating ESG che operano nell’Unione Europea devono registrarsi presso l’ESMA, ente preposto al controllo, rendere pubblica la propria metodologia e presidiare eventuali conflitti di interesse. Il termine per le domande di registrazione è previsto entro il 2 novembre 2026.

Il fornitore di rating ESG non può svolgere attività di consulenza rivolte a investitori o imprese, e chi assegna il punteggio non può quindi accompagnare l’impresa a ottenerlo. Il fornitore deve inoltre avvisare l’impresa prima dell’emissione del rating e, su richiesta, metterle a disposizione gratuitamente i dati che la riguardano, considerati ai fini dell’analisi, così che questa possa segnalare eventuali errori.

Perché due rating ESG della stessa impresa non coincidono

Il regolamento impone trasparenza circa la metodologia in uso, non la sua uniformità. Nei fatti, né l’ESMA, né la Commissione Europea, né le autorità nazionali possono ad oggi intervenire su tali modelli di valutazione. La divergenza dei risultati è determinata dalla natura dei singoli strumenti di rating, correlata alla necessità di rispondere ad esigenze analitiche differenti.

In genere, il principale scarto deriva dal modo in cui lo stesso criterio viene misurato, o dai pesi assegnati ai singoli criteri, più che dalla profondità degli strumenti stessi di rating e dal perimetro della valutazione.

La consulenza
con NUVA

NUVA guida la direzione aziendale e chi si occupa di acquisti, finanza e sostenibilità nella trasformazione del punteggio ESG in una leva di competitività economica. Evitando aggravi formali, concentriamo il nostro impegno sui criteri che pesano maggiormente sul profilo dell’organizzazione, a fronte di un’analisi congiunta dei vari sistemi di rating in uso. Quando l’impresa è a sua volta committente, impostiamo il sistema di valutazione dei suoi fornitori. Dal 2021, il 100% dei nostri clienti ha migliorato i propri indici prestazionali a fronte del nostro intervento.

F.A.Q.

Quali sono le principali piattaforme di rating ESG?

Le piattaforme variano in relazione alle esigenze di chi richiede il rating. Nelle filiere industriali le più diffuse sono EcoVadis, Open-es, Synesgy e Integrity Next, ciascuna con un proprio questionario e una apposita scala di valutazione, mentre sul versante finanziario operano i grandi provider utilizzati da gestori del credito e fondi di investimento. È piuttosto comune che un’impresa che fornisce più gruppi industriali e ricorre al credito sia valutata contemporaneamente su una varietà di piattaforme.

I rating ESG seguono criteri uniformi e sono comparabili tra loro?

No, e non per una lacuna di carattere normativo. Il regolamento (UE) 2024/3005 impone ai fornitori di rating dei vincoli di trasparenza sulla metodologia in uso, vietando alle autorità di interferire con il suo contenuto. I criteri devono quindi essere noti ma non uniformi, e il fatto che per la stessa azienda siano riscontrabili due o più rating diversi non costituisce un errore.

Quali informazioni può richiedere un’impresa al fornitore del proprio rating ESG?

È un diritto dell’impresa quello di essere informata preliminarmente all’emissione di un rating, e di poter richiedere informazioni sulla modalità di raccolta e valutazione dei dati che lo hanno determinato.

Un sistema interno di valutazione dei fornitori rientra nel regolamento sui rating ESG?

No, finché resta privato. Il regolamento non si applica ai rating ESG non destinati alla comunicazione al pubblico né alla distribuzione, e un punteggio costruito per qualificare e monitorare i propri fornitori resta quindi al di fuori del suo perimetro. La valutazione cambia natura se il punteggio viene pubblicato o distribuito a terzi.

Risorse