Cosa
La UNI/PdR 192:2026 è la prassi di riferimento italiana dedicata alla conciliazione tra vita familiare e lavorativa, declinata sotto forma di sistema di gestione. Pubblicata il 14 aprile 2026, è promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio.
La prassi non si concentra sulla parità di genere, né tantomeno sulla diversità in senso esteso: il focus è su genitorialità, equilibrio fra tempi di vita e tempi di lavoro, e benessere organizzativo. Congedi parentali, flessibilità oraria, welfare, continuità di carriera, cura dei familiari, sono questi gli aspetti al centro di questo nuovo documento UNI.
La prassi definisce requisiti, non raccomandazioni, e per questo è certificabile da un organismo di parte terza, come la UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere.
Perché
L’ottenimento della certificazione UNI/PdR 192:2026 garantisce vantaggi competitivi ed economici rilevanti:
- Accedere all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per azienda, previsto per gli anni dal 2026 al 2028;
- Soddisfare le richieste dei committenti strategici (corporate e multinazionali), che richiedono visibilità sulle politiche di welfare riferibili ai propri fornitori, come criterio di qualifica;
- Migliorare il posizionamento sul mercato del lavoro, poiché le politiche di inclusione ed equità sono fattori decisivi per incrementare la job attraction e consolidare la job retention, riducendo i costi legati al turnover aziendale;
- Potenziare le azioni già in essere, ad esempio rispetto alla UNI/PdR 125:2022;
- Certificare il proprio impegno, distinguendosi tra le prime organizzazioni ad ottenere un riconoscimento sul tema.
Come
Il percorso di certificazione muove dall’analisi del contesto e da una gap analysis iniziale, che misura le effettive prestazioni aziendali sul tema. Si procede quindi con la definizione della politica per la conciliazione vita familiare-lavorativa, e la nomina di un gruppo di lavoro interno multidisciplinare per l’adozione e applicazione continua della suddetta politica.
Si interviene parallelamente sull’adeguamento delle procedure HR con regole atte a favorire la conciliazione, la tutela delle pari opportunità e il supporto ai caregiver.
A guidare gli interventi è un piano strategico sui temi identificati dalla UNI/PdR 192:2026, che definisce obiettivi di riferimento per le 7 aree individuate dalla prassi: organizzazione del lavoro, maternità, genitorialità, cura, salute/benessere, sostegno economico e sviluppo professionale.
Seguono l’audit interno e il riesame di direzione. Il percorso si conclude con la verifica di terza parte condotta da un organismo di certificazione accreditato, che rilascia un certificato con validità triennale soggetto a sorveglianze annuali.
Focus
Che cosa è una prassi di riferimento
Una prassi di riferimento è un documento che UNI pubblica secondo quanto previsto dal regolamento (UE) 1025/2012: raccoglie prescrizioni condivise in un ambito in cui una norma vera e propria non è ancora stata sviluppata. Ha una validità limitata nel tempo, al termine della quale viene trasformata in norma o ritirata.
La UNI/PdR 192:2026 non è però un documento di sole raccomandazioni: definisce requisiti per un sistema di gestione, ed è questo che la rende verificabile da un organismo di parte terza. Si distingue così dalla ISO 30415, che è una linea guida. Nasce inoltre in un contesto politico istituzionale, e rientra fra le azioni del Piano Nazionale per la famiglia 2025-2027.
Esonero contributivo e contributi Unioncamere per la certificazione UNI/PdR 192:2026
Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla legge 25 giugno 2026, n. 112, riconosce alle aziende in possesso della certificazione UNI/PdR 192:2026 un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, in misura non superiore all’1% e nel limite di 50.000 euro annui per azienda, per gli anni 2026, 2027 e 2028 (art. 6). Il decreto attuativo del 10 settembre 2026 ne definisce criteri e modalità di accesso. L’esonero richiede una certificazione rilasciata da un organismo accreditato, e Accredia ha aperto il relativo accreditamento con la circolare tecnica DC 29/2026 del 2 luglio 2026.
Ai costi del percorso concorre l’avviso promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dal Dipartimento per le pari opportunità e attuato da Unioncamere, con una dotazione di 7,5 milioni di euro e l’obiettivo di accompagnare mille imprese alla certificazione. L’avviso riconosce un contributo alle spese di certificazione compreso fra 1.800 e 12.000 euro in base al numero di addetti, oltre a un massimo di sei giornate di assistenza tecnica, e riserva il 60% delle risorse alle micro, piccole e medie imprese. Le domande si presentano dal 21 settembre 2026 al 31 marzo 2027, con procedura a sportello, e la certificazione va conseguita entro il 30 giugno 2027 presso un organismo accreditato e iscritto nell’elenco predisposto da Unioncamere.
La consulenza
con NUVA
NUVA guida la direzione aziendale e chi si occupa della gestione delle risorse umane nella trasformazione delle pratiche di conciliazione in una leva di competitività economica. Evitando aggravi formali, concentriamo il lavoro sull’analisi dei dati reali e sulla selezione dei progetti a più alto ritorno sull’investimento. Dal 2021, vantiamo il 100% di clienti che hanno raggiunto l’obiettivo della certificazione, a prescindere dallo schema adottato.
F.A.Q.
Che differenza c’è tra la UNI/PdR 125:2022 e la UNI/PdR 192:2026?
La UNI/PdR 125:2022 riguarda la parità di genere, mentre la UNI/PdR 192:2026 si concentra esclusivamente sulla conciliazione fra vita familiare e lavoro. Sono due sistemi di gestione distinti, entrambi certificabili, che condividono impianto metodologico, ma anche parte degli indicatori, per questo possono facilmente convivere.
Per ottenere la certificazione sulla UNI/PdR 192:2026 è necessario essere in possesso della certificazione sulla parità di genere?
No, si tratta di due percorsi indipendenti. Chi ha già la UNI/PdR 125:2022 può trarre tuttavia importanti benefici. Politica, responsabilità, piano di azione e indicatori sono da integrare, non da costruire ex-novo. Gli effort saranno quindi concentrati nello sviluppo della dimensione di benessere organizzativo e conciliazione vita-lavoro, partendo da una base solida già completamente implementata.
Quali agevolazioni sono previste per le aziende certificate UNI/PdR 192:2026?
Le aziende certificate accedono all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all’1% e nel limite di 50.000 euro annui, previsto dal decreto-legge 62/2026 per gli anni dal 2026 al 2028. Per i costi del percorso, l’avviso attuato da Unioncamere riconosce inoltre un contributo alle spese di certificazione compreso fra 1.800 e 12.000 euro in base al numero di addetti, con domande dal 21 settembre 2026. In entrambi i casi la certificazione deve essere rilasciata da un organismo accreditato.
Risorse
- UNI/PdR 192:2026 – La scheda ufficiale della prassi, con titolo, oggetto e data di pubblicazione.
- Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, articolo 6 – L’esonero contributivo per le aziende certificate, nel testo convertito dalla legge 25 giugno 2026, n. 112.
- Accredia, certificazione accreditata UNI/PdR 192:2026 – L’accreditamento degli organismi, la circolare tecnica DC 29/2026 e l’esonero per le imprese certificate.
- Unioncamere, contributi per la certificazione UNI/PdR 192:2026 – L’avviso per le imprese, con contributi, requisiti e modalità di domanda.