Cosa
La UNI PdR 125:2022 è la prassi di riferimento nazionale emessa dall’UNI nel 2022, che definisce le linee guida per lo sviluppo e l’implementazione di un sistema di gestione per la parità di genere. La prassi misura le politiche aziendali attraverso un insieme di indicatori prestazionali (KPI) organizzati in sei aree tematiche, attestando l’impegno dell’organizzazione verso un ambiente di lavoro equo, inclusivo e privo di discriminazioni.
Perché
L’ottenimento della certificazione UNI PdR 125:2022 garantisce vantaggi competitivi ed economici rilevanti:
- Accedere all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per azienda;
- Ottenere premialità nelle gare pubbliche — il D.Lgs. 36/2023 prevede un punteggio aggiuntivo per le imprese certificate (art. 108, comma 7) e la riduzione del 20% della garanzia provvisoria (art. 106, comma 8) — e posizionarsi nelle graduatorie per la concessione di aiuti di Stato e fondi PNRR;
- Garantire la conformità normativa, adempiendo ai requisiti operativi introdotti dalle nuove direttive europee sulla trasparenza salariale (Pay Transparency) e sulla parità di genere nei consigli di amministrazione (Women on Boards);
- Migliorare il posizionamento sul mercato del lavoro — le politiche di inclusione ed equità sono fattori decisivi per incrementare la job attraction e consolidare la job retention — riducendo i costi legati al turnover aziendale;
- Azzerare il divario retributivo, quindi identificare e correggere il gender pay gap, allineando le prassi di gestione del personale ai principi di equità e non discriminazione, ed eliminando il rischio di sanzioni, contenziosi e negative esposizioni reputazionali.
Come
Il percorso di certificazione muove dall’analisi del contesto e da una gap analysis iniziale, che misura i KPI delle sei aree della prassi rispetto alla soglia minima del 60%. Sulla base dei risultati, l’organizzazione definisce il Piano Strategico, nomina il Comitato Guida per la parità di genere e formalizza politiche e procedure interne, incluse quelle contro molestie e discriminazioni. Seguono la formazione del personale, inclusa quella sui bias inconsci e leadership inclusiva, l’implementazione del sistema di monitoraggio degli indicatori, l’audit interno e il riesame di direzione. Il percorso si conclude con la verifica di terza parte condotta da un organismo di certificazione accreditato, che rilascia un certificato di validità triennale soggetto a sorveglianze annuali.
Focus
Le sei aree di valutazione della prassi UNI PdR 125:2022
La metodologia di misurazione della parità di genere si articola su sei aree tematiche fondamentali: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne, equità remunerativa per genere e tutela della genitorialità tramite la conciliazione vita-lavoro. Ciascun ambito prevede specifici KPI qualitativi e quantitativi, calibrati in base alle dimensioni aziendali. Il rilascio della certificazione richiede il raggiungimento di un punteggio complessivo minimo del 60%. A gennaio 2026 UNI e Accredia hanno pubblicato la terza edizione delle FAQ applicative della prassi, con indirizzi prescrittivi per gli organismi di certificazione: gli indicatori privi di dati misurabili ricevono punteggio zero, a garanzia di valutazioni uniformi su tutto il territorio nazionale.
Incentivi fiscali e agevolazioni per le PMI
L’introduzione del sistema di certificazione per la parità di genere si inserisce nelle misure trasversali della Missione 5 del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per la coesione sociale. L’articolo 5 della legge 162/2021 riconosce alle aziende certificate l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino all’1%, nel limite massimo di 50.000 euro annui: la misura viene rinnovata di anno in anno e, per le certificazioni rilasciate entro il 31 dicembre 2025, l’INPS ha aperto la presentazione delle domande fino al 30 aprile 2026 (messaggio n. 3804/2025). Oltre all’esonero contributivo, le piccole e medie imprese possono accedere a bandi di finanziamento pubblici promossi da vari soggetti, tra cui Unioncamere e le Regioni, utili a coprire i costi di consulenza e di verifica di terza parte, insieme ad altri sgravi fiscali e finanziamenti destinati alle imprese sostenibili. Lo schema ha registrato una diffusione rapida: secondo i dati diffusi da UNI ad aprile 2026, le organizzazioni certificate sono oltre 12.000, con 64 organismi accreditati da Accredia.
La consulenza
con NUVA
NUVA guida la direzione aziendale e chi si occupa della gestione delle risorse umane nella trasformazione della parità di genere in una leva di competitività economica. Evitando aggravi formali, concentriamo il lavoro sull’analisi dei dati reali e sulla selezione dei progetti a più alto ritorno sull’investimento. Dal 2021, vantiamo il 100% di clienti che hanno raggiunto l’obiettivo della certificazione, a prescindere dallo schema adottato.
F.A.Q.
Quali sono i requisiti minimi per ottenere la certificazione UNI PdR 125:2022?
Per ottenere la certificazione, l’organizzazione deve raggiungere un punteggio di sintesi complessivo pari ad almeno il 60% dei KPI applicabili alla propria fascia dimensionale. È inoltre necessario adottare un Action Plan aziendale per la parità di genere, nominare un Comitato Guida interno e definire politiche formali contro molestie e discriminazioni sui luoghi di lavoro.
La certificazione UNI PdR 125:2022 è applicabile anche alle piccole e medie imprese?
Sì, la prassi di riferimento è stata strutturata in funzione della sua scalabilità, e contempla quattro fasce dimensionali, dalle microimprese con meno di 10 dipendenti fino alle grandi realtà industriali. Per le PMI sono previsti KPI semplificati, oltre alla possibilità di accedere a contributi e voucher pubblici a copertura delle spese di consulenza e certificazione.
Quali vantaggi offre la certificazione UNI PdR 125:2022 nelle gare d'appalto pubbliche?
La certificazione della parità di genere è citata nell’Allegato II.13 del Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023) e offre vantaggi concreti nelle gare pubbliche. Le stazioni appaltanti devono prevedere nei bandi un punteggio premiale per le imprese certificate (art. 108, comma 7): l’ANAC, con il parere n. 145/2025, ha ribadito che si tratta di un criterio cogente e non opzionale. La certificazione consente inoltre la riduzione del 20% della garanzia provvisoria, cumulabile con le altre riduzioni previste (art. 106, comma 8).
Qual è la validità della certificazione UNI PdR 125:2022 e cosa comportano le sorveglianze annuali?
Il certificato ha una validità di tre anni ed è soggetto a due sorveglianze con frequenza annuale, nelle quali l’organismo di certificazione verifica il mantenimento del sistema di gestione e l’andamento dei KPI. Dal 2026 gli audit seguono gli indirizzi prescrittivi delle FAQ applicative pubblicate da UNI e Accredia: gli indicatori devono essere supportati da dati misurabili e documentati, e in loro assenza ricevono punteggio zero. Mantenere un monitoraggio continuo degli indicatori è quindi essenziale per conservare la certificazione nel triennio.
Risorse
- UNI/PdR 125:2022 — La prassi di riferimento sul sistema di gestione per la parità di genere, presso l’Ente Italiano di Normazione.
- Legge 5 novembre 2021, n. 162 — Il testo di legge che istituisce la certificazione della parità di genere e l’esonero contributivo, in Gazzetta Ufficiale.
- INPS — Esonero contributivo parità di genere — Indicazioni operative e scadenze per la presentazione delle domande di esonero.
- FAQ UNI/PdR 125 — edizione 2026 — Gli indirizzi applicativi di UNI e Accredia per l’implementazione della prassi e le verifiche di certificazione.