ISO 26000

Integrare la responsabilità sociale d'impresa nella governance per mitigare i rischi ESG, generare valore condiviso e accedere a incentivi strutturali.

Cosa

La ISO 26000 è lo standard internazionale che definisce le linee guida per la responsabilità sociale d’impresa (CSR o RSI) delle organizzazioni. Non è una norma certificabile, ma un framework strategico progettato per aiutare le aziende a integrare un approccio orientato allo sviluppo sostenibile nell’ambito della propria governance.

Perché

Adottare i principi della ISO 26000 non è solo una scelta etica, ma una leva strategica ed economica per:

  • Costruire una governance solida e trasparente, sempre più richiesta da investitori e banche;
  • Ottenere la riduzione del tasso medio INAIL tramite il modello OT23, che valorizza l’adozione di un sistema di responsabilità sociale secondo la UNI EN ISO 26000;
  • Mitigare i rischi ESG prevenendo crisi legali, reputazionali e operative;
  • Preparare l’azienda al reporting: creare la base procedurale per affrontare futuri obblighi normativi (es. CSRD) e redigere con maggiore facilità il bilancio di sostenibilità.

Come

Il percorso di adozione della ISO 26000 muove da una gap analysis delle prassi aziendali esistenti, per individuare le aree critiche rispetto ai sette temi fondamentali della norma. Seguono la definizione di un action plan operativo, l’elaborazione di policy e procedure di sostenibilità e la formazione del personale coinvolto. Il percorso si completa con l’attivazione di indicatori di monitoraggio e, ove richiesto, con la verifica di terza parte finalizzata all’asseverazione secondo la serie UNI 11919.

Focus

Dalla filantropia alla governance strategica

Fino a qualche anno fa, la responsabilità sociale d’impresa (CSR) veniva spesso confusa con iniziative isolate ed estemporanee, guidate da una visione filantropica. Oggi il mercato esige un approccio sistemico: le pratiche sostenibili devono essere integrate nei processi di business. La ISO 26000 interviene proprio su questo fronte, offrendo al top management di un’organizzazione un framework internazionale per strutturare una governance responsabile.

Lo standard si sviluppa attorno a sette temi fondamentali: governance dell’organizzazione, diritti umani, rapporti di lavoro, ambiente, corrette prassi gestionali, consumatori e coinvolgimento della comunità. Interiorizzare questi principi significa proteggere l’azienda e dotarla di un sistema avanzato di risk management.

Il falso mito della “certificazione” ISO 26000

Molte organizzazioni cercano di ottenere una “certificazione ISO 26000”. È fondamentale chiarire che la ISO 26000 non è uno standard che può essere oggetto di certificazione: la norma non contiene requisiti vincolanti, bensì linee guida d’indirizzo. Pubblicata nel 2010 e confermata dall’ISO nel 2021, resta il riferimento internazionale in materia di responsabilità sociale.

In Italia è tuttavia possibile valorizzare l’impegno dell’azienda richiedendo un’asseverazione di terza parte sulla base della serie UNI 11919, il modello applicativo nazionale della UNI EN ISO 26000 che ha sostituito la prassi UNI/PdR 18:2016, ritirata nel 2023. Il vero contributo derivante dall’adozione della ISO 26000 resta però la riorganizzazione dei processi di un’impresa, in ottica di sostenibilità.

La consulenza
con NUVA

NUVA guida la direzione aziendale e chi ricopre il ruolo di sustainability manager nella trasformazione della responsabilità sociale d’impresa in una leva di competitività economica. Evitando aggravi formali, concentriamo il lavoro sull’analisi dei dati reali e sulla selezione dei progetti a più alto ritorno sull’investimento. Implementiamo cruscotti di monitoraggio (KPI) per valutare i progressi nel tempo e prepariamo strutturalmente le aziende ad affrontare i percorsi più complessi in ambito ESG, incluso lo stakeholder engagement.

F.A.Q.

È possibile ottenere una certificazione ISO 26000?

No, la ISO 26000 fornisce linee guida volontarie e non è una norma di sistema di gestione. Questo la rende uno standard non certificabile, a differenza di altre norme come ISO 14001, ISO 37001, SA8000 e PAS 24000. Per partecipare ad eventuali bandi che richiedono la certificazione ISO 26000 – o talvolta, erroneamente, la ISO 26001 – è possibile ottenere un’asseverazione di terza parte sulla base della serie UNI 11919, il modello applicativo nazionale della UNI EN ISO 26000 che ha sostituito la prassi UNI/PdR 18:2016.

Qual è il legame tra ISO 26000 e bilancio di sostenibilità?

La ISO 26000 allena un’azienda a comportarsi in modo responsabile, attraverso azioni sistematiche, strutturando una governance interna della responsabilità sociale e della sostenibilità ambientale. Il bilancio di sostenibilità, che sia redatto secondo ESRS, GRI o altri standard di rendicontazione, è il documento con cui si comunicano all’esterno i risultati di queste azioni. La ISO 26000 è quindi il motore interno che alimenta un bilancio di sostenibilità solido.

A quali aziende si rivolge questo standard?

La ISO 26000 si applica a organizzazioni di qualsiasi dimensione e settore. È particolarmente utile per le imprese che vogliono abbattere il proprio profilo di rischio ESG, migliorare le relazioni con banche e investitori, o che necessitano di ottimizzare il proprio vendor rating (es. EcoVadis) per entrare nelle catene di fornitura delle grandi multinazionali.

Quali vantaggi economici concreti offre l'adozione della ISO 26000?

L’adozione di un sistema di responsabilità sociale secondo la UNI EN ISO 26000 rientra tra gli interventi valorizzati dal modello OT23 dell’INAIL, che consente una riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione. La norma offre inoltre vantaggi indiretti: migliora il profilo di rischio ESG valutato da banche e investitori e consolida il posizionamento nei sistemi di vendor rating richiesti dai grandi committenti.

Risorse