Water footprint

Quantificare l'impronta idrica di organizzazioni e prodotti per ridurre rischi, costi e consumi di risorsa.

Cosa

La water footprint (impronta idrica) è l’indicatore ambientale che quantifica il volume di acqua dolce utilizzata, in modo diretto e indiretto, nei processi produttivi di un’organizzazione o lungo il ciclo di vita di un prodotto. La valutazione condotta in conformità alla norma ISO 14046 applica i principi del Life Cycle Assessment (LCA) e considera, oltre ai volumi consumati, gli impatti sulla qualità della risorsa e il livello di scarsità idrica locale (water stress). Il risultato consente di individuare i punti critici dei processi e della catena di fornitura, e di orientare gli interventi di efficientamento.

Perché

L’adozione di una strategia di gestione dell’impronta idrica offre vantaggi competitivi e gestionali:

  • Mitigare i rischi di business: identificare e prevenire i rischi fisici, normativi e reputazionali connessi alla scarsità idrica nei siti operativi e lungo la filiera;
  • Ridurre i costi operativi: ottimizzare i processi industriali e agricoli, riducendo prelievi, consumi e spese per il trattamento degli scarichi;
  • Alimentare la rendicontazione di sostenibilità: disporre di metriche idriche solide per il bilancio di sostenibilità e per le informative richieste dagli standard ESRS alle imprese soggette alla direttiva CSRD;
  • Qualificarsi presso i committenti: soddisfare i criteri di vendor rating dei grandi buyer e le richieste di dati ambientali delle piattaforme di valutazione, rafforzando il profilo verso banche e investitori.

Come

Il percorso segue l’approccio metodologico della norma ISO 14046. Si parte dalla definizione dell’obiettivo e del perimetro dell’analisi: l’intera organizzazione oppure uno specifico prodotto o processo. Segue l’analisi di inventario, con la raccolta dei dati su prelievi, consumi e scarichi idrici e la mappatura delle componenti di acqua verde, blu e grigia, tenendo conto della localizzazione geografica delle fonti. I dati vengono quindi valutati rispetto agli impatti ambientali nel contesto locale, incluso il livello di scarsità idrica. L’ultimo step è l’interpretazione dei risultati, da cui deriva un piano di azione per l’efficientamento dei consumi; la valutazione può essere sottoposta a verifica di terza parte da parte di un organismo indipendente.

Focus

La classificazione dell’impronta idrica: acqua verde, blu e grigia

L’analisi della water footprint, secondo i framework del Water Footprint Network e della ISO 14046, distingue tre componenti: l’acqua verde (green water), il volume di acqua piovana immagazzinata nel suolo e utilizzata dalle colture, rilevante soprattutto in agricoltura; l’acqua blu (blue water), la risorsa prelevata da corpi idrici superficiali o sotterranei per usi industriali, agricoli o civili; l’acqua grigia (grey water), il volume teorico di acqua dolce necessario ad assimilare il carico inquinante degli scarichi nel rispetto degli standard di qualità delle acque. La distinzione consente di attribuire i consumi alle fasi del processo e di individuare dove intervenire: ad esempio, un’impronta grigia elevata segnala margini di miglioramento nel trattamento degli scarichi, con potenziali risparmi sui costi di depurazione. L’impronta idrica affianca in questo senso la carbon footprint tra gli indicatori ambientali di riferimento per la misurazione degli impatti aziendali.

La risorsa idrica nel quadro europeo: dalla Water Resilience Strategy alla CSRD

La pressione regolatoria e di mercato sulla gestione dell’acqua è in crescita. Nel giugno 2025 la Commissione europea ha adottato la Water Resilience Strategy, che introduce il principio “Water Efficiency First” e orienta gli Stati membri verso un’economia efficiente nell’uso della risorsa. Sul fronte della rendicontazione, la direttiva CSRD — come modificata dalla direttiva (UE) 2026/470 (pacchetto Omnibus) — richiede alle imprese di maggiori dimensioni informative dedicate all’acqua secondo lo standard ESRS E3, che negli ESRS rivisti nel 2026 rende obbligatorie le metriche su prelievi, consumi e scarichi idrici, con evidenza delle aree ad alto stress idrico. Anche per le aziende non soggette all’obbligo, i dati sull’impronta idrica sono sempre più spesso richiesti dai committenti lungo la catena di fornitura: disporre di una valutazione conforme alla ISO 14046 significa rispondere con dati verificabili, anziché con stime.

La consulenza
con NUVA

NUVA guida la direzione aziendale e chi ricopre il ruolo di sustainability manager nella trasformazione della gestione della risorsa idrica in una leva di competitività economica. Evitando aggravi formali, concentriamo il lavoro sull’analisi dei dati reali e sulla selezione dei progetti a più alto ritorno sull’investimento.

F.A.Q.

Qual è la differenza tra water footprint di organizzazione e di prodotto?

La water footprint di organizzazione valuta consumi e impatti idrici complessivi delle attività aziendali entro un perimetro temporale e geografico definito. La water footprint di prodotto applica la metodologia del ciclo di vita (LCA) a uno specifico bene o servizio, analizzando l’impronta idrica dall’estrazione delle materie prime fino al fine vita.

Cosa si intende per acqua verde, blu e grigia?

L’acqua verde indica il volume di acqua piovana evaporata o incorporata nei prodotti, rilevante in agricoltura. L’acqua blu rappresenta il consumo di risorsa idrica superficiale o sotterranea prelevata per uso industriale, agricolo o civile. L’acqua grigia quantifica il volume teorico di acqua dolce necessario ad assimilare il carico di inquinanti degli scarichi e soddisfare gli standard di qualità ambientale.

Quali settori sono maggiormente interessati dall'analisi della water footprint?

L’analisi è critica per i settori ad alta intensità idrica come l’agrifood, il tessile e moda, la chimica, la cartaria, il farmaceutico e le lavorazioni metallurgiche, oltre che per le aziende che operano in regioni soggette ad alto stress idrico.

La ISO 14046 è una certificazione?

No. La ISO 14046 non definisce un sistema di gestione certificabile, ma una metodologia di valutazione dell’impronta idrica basata sul Life Cycle Assessment. I risultati della valutazione possono essere sottoposti a verifica di terza parte da parte di un organismo indipendente, che ne assevera la conformità metodologica alla norma: è questa asseverazione, e non una “certificazione ISO 14046”, a dare valore ai dati verso committenti e stakeholder.

Qual è la differenza tra water footprint, carbon footprint e Life Cycle Assessment?

La water footprint misura i consumi e gli impatti sulla risorsa idrica; la carbon footprint quantifica le emissioni di gas serra associate a un’organizzazione o a un prodotto. Entrambe sono applicazioni settoriali del Life Cycle Assessment, che valuta invece l’insieme delle categorie di impatto ambientale lungo il ciclo di vita. La scelta dipende dall’obiettivo: presidiare l’aspetto più critico per il proprio settore oppure disporre di un quadro completo.

Risorse